Progetto Memoria e Impegno

Diario di viaggio 12-14 Marzo

a cura di Giacomo Cuscunà

12 marzo 2010: La purezza della neve

Anestetizzati dal sonno e dalla temperatura rigida del mattino, le prime ore del viaggio trascorrono in silenzio. Chi si isola dietro il proprio mp3, chi si perde tra le pagine di un libro, chi si abbandona tra le braccia di Morfeo. L'entrata in Slovenia scivola via. Impossibile accorgersene se non fosse per il passaggio attraverso le strutture dismesse della polizia di frontiera del vecchio valico. Nell'area Schengen ormai il confine non c'è più. O quantomeno si percepisce poco. Proseguendo verso est le cose sono diverse. A Rupa salgono sulla corriera un'agente slovena e, al di là della terra di nessuno, dominio dei duty free, un giovanissimo poliziotto croato. Per uscire dall'UE ed entrare in un paese extracomunitario ci vogliono i documenti. Loro sono lì per controllare che sia tutto in regola.


Dopo un breve scorcio sull'Istria, Fiume e la sua magnifica costa adriatica, ci dirigiamo verso l'entroterra. Quelle che attraversiamo sono le montagne innevate della Gorski Goran. Zona con insediamenti Serbi risalenti alla conquista turca dei Balcani. Nella guerra per l'indipendenza croata dei primi anni '90 le violenze tra le due comunità furono limitate e la regione si contraddistinse, nonostante qualche episodio, per tolleranza: prova che l'odio etnico non è innato.
La pausa pranzo risveglia gli animi. La distanza tra noi e la prima meta del campo si riduce via via che a la strada scorre sotto le ruote. Comincia a formarsi uno strano ricamo di storie e racconti. Non siamo più sconosciuti dentro la stessa corriera. Siamo compagni di viaggio e di esperienza. La macchina fotografica appartenuta al vecchio nonno mai conosciuto. Parole incise su lamiere, stralci di memoria di un campo di concentramento mai condivisi con i nipoti. Ricordi di carovana nelle cittadine disgraziate di Tuzla e Srebrenica, moderni teatri di sterminio. Il tutto condito da una colonna sonora etno-rock. Storie di Balcani, di persone che cambiano nazionalità rimanendo nello stesso posto. Come tanti vecchi goriziani.

 

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Dario di viaggio 5-7 Marzo

a cura di Davide Fumis, Ist. Marconi – Staranzano (GO)


Tra il 5 e il 7 marzo 2010 il gruppo “Tenda per la pace e i diritti” ha organizzato un viaggio d’ istruzione in Croazia, presso le località di Jasenovac, Arbe, Goli Otok e Lipa, luoghi che nel corso del ‘900, durante il contesto della seconda guerra mondiale, sono stati scenario di orrori e crimini contro l’ umanità. Il viaggio ha la finalità di preservare la memoria delle atrocità commesse dalle ideologie del secolo passato, che con il loro fanatismo hanno provocato la morte di milioni di vite umane.

Giorno 1


Il primo giorno è stato dedicato alla visita al campo di concentramento presente a Jasenovac.
Il campo venne costruito dallo Stato Indipendente di Croazia, regno governato dagli Ustaša di Ante Pavelic, gruppo ultranazionalista alleato con la Germania e l’ Italia.

Il 6 Aprile 1941 le truppe nazifasciste tedesche e italiane attaccarono la Jugoslavia, senza nemmeno una formale dichiarazione di guerra, ponendo fine al suo regno in pochi giorni.
La Slovenia fu suddivisa tra Germania e Italia, che annesse la Provincia di Lubiana, Montenegro e la costa dalmata; la Serbia fu suddivisa tra Ungheria e Bulgaria; venne istituito uno Stato Indipendente di Croazia, che in origine fu affidato ad Aimone di Savoia, quarto duca d'Aosta (che assunse il nome di Tomislavo II), il quale però non mise mai piede sul territorio dell'NDH e il controllo del neonato stato collaborazionista fu affidato a Pavelic, che già il 7 aprile 1941 incontrò Hitler, il quale gli diede il pieno appoggio alla politica di genocidio nei confronti della popolazione Serba.

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Iniziano le attività di Memoria e Impegno.

Il Progetto “Memoria e Impegno” ha avuto ufficiale data d'avvio il 21 gennaio 2010, in occasione del convegno svoltosi presso il Teatro del parco di San Giovanni di Trieste.
Il convegno è stato aperto alle ore 9.30 dal moderatore della giornata, il giornalista Andrea Bellavite ed ha visto la partecipazione di circa 250 studenti di 6 scuole delle Province di Gorizia e Trieste.
Sono intervenute diverse personalità che hanno riportato esperienze e fatti relativi alla storia ed alla sua ricostruzione nei nostri territori ed in quelli limitrofi. In particolare si è data voce a Ljubo Susic, dell'Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti, Mauro Tabor, ministro cultura comunità ebraica di Trieste, Vesna Terselic, direttrice di “Documenta”, centro che raccoglie gli avvenimenti successi nell'ex Jugoslavia negli ultimi sessant'anni, ed infine don Alberto de Nadai, fondatore della Comunità Arcobaleno di Gorizia.

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Presentazione del progetto Memoria e Impegno

“Tenda per la Pace e i Diritti” propone il seguente progetto, finalizzato all'elaborazione di percorsi educativi

partecipativi in relazione e collaborazione con istituzioni scolastiche, amministrazioni provinciali e comunali, enti e realtà associative e con i giovani delle province di Trieste e Gorizia, ai quali principalmente l’iniziativa è rivolta.
L'obiettivo fondamentale è far si che l'enfasi posta sulle celebrazioni legate al tema della memoria non resti limitata ad un giorno o ad un momento particolare (come suggeriva Leopardi le “ricorrenze” servono più a dimenticare le persone o i temi che si enuncia di voler celebrare), ma possa essere invece un'occasione per prendere slancio e trovare gli stimoli giusti per affrontare la realtà in cui viviamo.
Il percorso formativo proposto, a partire dalla volontà di conoscere la realtà storica del ‘900 nel nostro territorio, così ancora complessa e difficile da raccontare, vuole favorire l'elaborazione di nuovi documenti e materiali didattici da parte dei giovani, fornendo loro strumenti e stimoli non ideologici di conoscenza, anche grazie alla rete di rapporti con enti, persone e realtà associative presenti sia in Regione che nell’ex-Jugoslavia che la nostra Associazione ha sviluppato e accresciuto anche nel progetto realizzato lo scorso anno e che affiancava il Treno della Memoria. L'obiettivo è favorire lo sviluppo di una più sentita memoria condivisa del periodo dei conflitti mondiali, o almeno, a partire dall'ascolto e dalla conoscenza dell'Altro, diffondere il seme del dialogo e della coesione, tema fondamentale per costruire quella nuova Europa che proprio dall’accettazione delle sue identità e differenze, dalla comprensione e dal riconoscimento reciproco, superi i confini del passato, si liberi dai muri di odio e ignoranza che ancora persistono, costruisca un futuro di pace.

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